Archivio 'Adolescenti'

Le collegiali (Parte 7 di 7)

da Letture porno, 10 marzo 2010 in: Adolescenti

.. e naturalmente mi ha costretto a succhiargli di nuovo l’uccello per ripulirlo completamente… notando le poche gocce sul pavimento mi ha obbligato ad abbassare la testa e a leccarle dal pavimento, come se fossi una cagna… è stato così umiliante… “.
“Umiliante? Vuoi scherzare… “, la interruppe Justine, quasi sbraitando, “… non sai quante ragazze avrebbero voluto essere al tuo posto, scema… ora continua, dai succhiami il clitoride, sto per godere… anzi, prima finisci… “.
“Beh… è tutto qua, praticamente… alla fine il Professor Bryan mi ha ordinato di rimettermi le mutandine… ero così umida e arrapata che mi si sono incollate subito fra le gambe… mi ha detto che sperava avessi imparato la lezione perché la prossima volta non sarebbe stato così morbido nel punirmi… poi mi ha lasciata andare. Ero rientrata da qualche minuto quando sei arrivata tu… “.
“E abbiamo iniziato la nostra piccola porcheria… “, ansimò Justine, “e dobbiamo ringraziare quello stronzo di Bryan se finalmente abbiamo perduto le nostre inibizioni… “. “Mmmhhh… sì… è stata dura ma alla fine ho resistito, no? “, replicò Tammy tra una leccata e l’altra, il respiro rotto dall’orgasmo imminente, “anch’io sto per godere, amore… fammi venire… insisti su quel clitoride! “.
In tutta risposta Justine si tuffò tra le cosce dell’amica, ormai madide e profumate di succo di figa, decisa a portarla all’orgasmo. Tammy finalmente si mise a slinguare a sua volta il clitoride dell’amata amichetta, stringendole tra i denti, succhiando e leccando più forte che poteva. Fu come aprire un rubinetto, far scattare la scintilla primaria di un incendio devastante. Ormai era una lotta a chi faceva venire prima l’altra. Entrambe erano ai limiti, trascinate parossisticamente dalle loro fantasie. Tammy stava ottenendo ciò che desiderava da tempo, godere con l’amichetta del cuore grazie alle sue labbra e alle sue dita, Justine si sentiva esplodere da dentro perché si era immedesimata completamente in Tammy, avrebbe voluto tanto essere stata al suo posto in quell’ufficio.
Sotto la lingua di Tammy, il suo clitoride si stava sciogliendo, bastarono pochi secondi a Justine per sentire dentro di sé un’ondata di piacere propagarsi per tutto il corpo trascinandosi dietro ogni residua inibizione, travolgendo ogni difesa. Tammy sentì i muscoli delle cosce dell’amica tendersi, contrarsi a lungo prima di rilasciarsi di colpo, come un elastico teso allo spasimo: “Ohhhh… piccola, sto venendo… sì… sìììì… godooooo!!! “.
Qualche secondo dopo iniziava l’orgasmo di Tammy, altrettanto potente e inarrestabile, una valanga di sensazioni indescrivibili, che le diedero un piacere mai neppure immaginato prima. Pura estasi dei sensi. Le due ragazze godettero come matte, il loro primo piacere lesbico, restando accasciate una sull’altra a lungo prima di guardarsi negli occhi e sorridersi, complici di un’esperienza che avrebbe cambiato profondamente i loro destini. FINE

Commenti disabilitati



Le collegiali (Parte 6 di 7)

da Letture porno, 9 marzo 2010 in: Adolescenti

.. e due dita si insinuassero nella mia fighetta ormai fradicia… mentre con la punta del pollice mi strofinavo il clitoride congestionato… “.
“Lo sapevo che ti piaceva tutta quella faccenda, ti piaceva da morire! Sei proprio una porcona Tammy… ora fai uno sforzo e cerca di far uscire altra sborra dal culo, ce ne dev’essere ancora dentro… “. Come sempre, Tammy fece ciò che gli era stato detto, sforzando i muscoli per espellere altro liquido. Justine osservava il suo buco del culo dilatarsi, premere verso l’esterno e aprirsi come un fiore carnivoro… e fu ricompensata da una certa quantità di sperma biancastro e denso, che inghiottì istantaneamente. “Così, piccola, ancora… dammene di più! E non smettere di parlare, continua, dai… “. Succhiò avidamente finché lo sperma si esaurì. A quel punto si sistemò sopra Tammy a quattro zampe, con la vulva dell’amica davanti alla faccia e cominciò a lavorarla, tenendola aperta con una mano mentre due dita dell’altra mano la penetravano a fondo e la lingua si scatenava sul clitoride, per la gioia di Tammy che si sentiva quasi venir meno per il godimento.
A sua volta la ragazzina non restava inoperosa. Liberò dal reggiseno le adorate tette di Justine, già formose e rigonfie, rispetto ai suoi seni da adolescente, le quali spuntarono fuori pesanti, mostrando grossi capezzoli rosei, tesi come chiodi. Tolse la gonna e sfilò le mutandine a Justine ammirando dal basso verso l’alto l’umida fighetta rasata da verginella adolescente, sopra la quale campeggiava il goloso buco del culo, serrato, non ancora violato. Non poté evitare di accarezzarlo con la punta della lingua, inumidendolo a dovere prima di spingere dentro un dito, il che suscitò mugolii di piacere in Justine, i cui succhi stillavano copiosi dalla fessura imbrattando il mento e il collo della sua compagna. Tammy era assorta, come tramortita per gli effluvi e la visione meravigliosa che aveva sotto gli occhi. Non ci poteva credere, i suoi sogni più audaci si stavano realizzando. Vedeva distintamente le grosse labbra separarsi, schiudersi per mostrare le parti più delicate, di colore via via più scuro… il cappuccio del clitoride dal quale spuntava il grosso bottoncino congestionato, la fonte del piacere di Justine… non faceva nulla, restando lì in contemplazione, quasi ipnotizzata da quello che vedeva…
“Il Professor Bryan era in estasi completa”, la voce di Tammy riprese, ormai spezzettata dal trattamento che l’amichetta le stava riservando: “… si drizzava sulle punte dei piedi, ansimando come un porco, accarezzandomi la nuca e dandomi piccole spinte ritmate… il pompino è durato qualche minuto, lui non si decideva a venire, mentre io avevo goduto già una volta come una matta senza però darlo a vedere, continuando a succhiare imperterrita da brava bambina quel lecca-lecca gustosissimo… a quel punto il Professore lo ha tirato fuori dalla mia bocca, l’ha impugnato alla base e un getto di sborra è schizzato fuori colpendomi sulla guancia, caldo e denso… seguito da un secondo, ravvicinato, e poi un terzo che mi è finito dritto in bocca… almeno sei o sette getti spessi mi hanno colpito su tutta la faccia, sulle labbra, sugli occhi, sul naso e perfino uno nei capelli… hanno iniziato a colare giù sul collo e sulla camicetta proprio mentre io godevo una seconda volta, un orgasmo squassante, incredibile… un rivolo gelatinoso è finito per terra, sul pavimento tra le mie ginocchia e… così, sì… continua… scopami con quelle dita… “.
Tammy faticava a mantenere il controllo, sotto i colpi di lingua di Justine sul suo clitoride rovente, a cui si accompagnava il movimento irrefrenabile delle dita dentro di lei. Tammy del resto ripagava l’amica allo stesso modo, i succhi cremosi della sua vulva le colavano sulla faccia, giù per il collo, imbrattandola senza troppi complimenti. Justine cercava di strofinare il clitoride sul volto della ragazza, muovendo il bacino ad arte, ma Tammy si guardava bene dallo stimolarle il clitoride, volendo tenerla sulla corda, protrarre al massimo l’eccitazione… voleva che quella fosse anche per Justine un’esperienza indimenticabile.
Tammy non staccava un istante la lingua dal pube dell’amica, aveva desiderato così tanto vivere quegli istanti… con le mani le apriva le chiappe oppure si soffermava sulle tette sode dell’amichetta, le soppesava, le massaggiava e le strizzava, torcendone i capezzoli con due dita, fino a farli diventare porpora. Justine era a un passo dall’orgasmo, ma voleva sentire la fine del racconto, la incitava a continuare.
“Il Professore Bryan”, riprese Tammy, ansando, “è rimasto ad occhi chiusi per qualche secondo assaporando l’orgasmo intensissimo, poi li ha aperti, sogghignando alla visione della mia faccia ricoperta di sborra. Mi ha strofinato sul volto l’uccello colloso e umidiccio che finalmente si era un po’ ammosciato, e mi ha fatto inghiottire ogni goccia di sperma finché ne è rimasta… e naturalmente mi ha costretto a succhiargli di nuovo l’uccello per ripulirlo completamente… notando le poche gocce sul pavimento mi ha obbligato ad abbassare la testa e a leccarle dal pavimento, come se fossi una cagna… è stato così umiliante… “.
“Umiliante? Vuoi scherzare… “, la interruppe Justine, quasi sbraitando, “… non sai quante ragazze avrebbero voluto essere al tuo posto, scema… ora continua, dai succhiami il clitoride, sto per godere… anzi, prima finisci… “.
“Beh… è tutto qua, praticamente… alla fine il Professor Bryan mi ha ordinato di rimettermi le mutandine… ero così umida e arrapata che mi si sono incollate subito fra le gambe… mi ha detto che sperava avessi imparato la lezione perché la prossima volta non sarebbe stato così morbido nel punirmi… poi mi ha lasciata andare. Ero rientrata da qualche minuto quando sei arrivata tu… “.
“E abbiamo iniziato la nostra piccola porcheria. … (segue)

Commenti disabilitati



Le collegiali (Parte 5 di 7)

da Letture porno, 8 marzo 2010 in: Adolescenti

..
“Dopo qualche minuto si è bloccato improvvisamente con l’uccello tutto dentro di me e ho potuto sentire il getto di sperma bollente percorrergli l’asta e schizzarmi nel retto… lui urlava come un ossesso, chiamandomi con ogni appellativo che gli veniva in mente, nomi terribili, e non smetteva di sventrarmi, a ogni colpo sentivo sempre più sperma invadermi, riempirmi. Quando finalmente ha smesso, ho sentito il buco del culo richiudersi e sono rimasta lì, mezza collassata sulla scrivania”.
“É pazzesco, Tammy”, disse Justine. “É un peccato che tu non abbia assaporato il suo nettare… fa veramente arrapare, credimi… “. Per dimostrare che sapeva ciò che diceva, Justine tolse il pollice dal retto di Tammy e iniziò a leccarlo e a succhiarselo come una bambina. Poi incollò la lingua all’ano dell’amica e lo leccò tutto intorno, tentando di infilarla oltre lo sfintere, mentre due dita si insinuavano nella vulva di Tammy, la quale era al settimo cielo per il piacere.
“Lo so… lo conosco il sapore dello sperma del Professor Bryan! L’ho provato, cosa credi? “, ansimò Tammy.
“Che intendi dire? “, replicò Justine, il viso affondato tra le natiche dell’amica.
“Lasciami parlare… la storia non è ancora finita. Il Professore era ben lontano dall’aver terminato la somministrazione della punizione. Mi ha ordinato di levarmi di bocca le mutandine, voltarmi e di inginocchiarsi di fronte a lui. Io ho immediatamente eseguito alla lettera e mi sono trovato davanti la sua verga che spuntava dai pantaloni ancora piuttosto gonfia e tesa, imbrattata di mucosa anale e sperma, con tracce scure di sangue e di escrementi raggrumati alla base della cappella. Il Professore mi ha intimato di ripulirlo in fretta fino a farlo diventare lucido. Ero disgustata… sentivo una stretta allo stomaco e ho sentito salirmi dal ventre lo stimolo di vomitare. L’ho guardato con occhi imploranti ma lui era irremovibile, anzi si stava innervosendo ancora di più per il mio comportamento ritroso… allora, volente o nolente, ho cominciato a leccargli il membro con la punta della lingua, l’odore e il sapore erano sgradevoli ma meno di quanto avessi pensato… ho passato la lingua lungo tutta l’asta che nel frattempo stavo ritornando tesa e dura. Poi ho inspirato quanta più aria potevo e gli ho preso in bocca la punta, con la lingua ho ripulito tutti i rimasugli lucidando la superficie vellutata del glande. Ho continuato a ciucciarglielo con regolarità a labbra serrate, scendendo sempre più in basso e inghiottendo porzioni di carne sempre più grandi, fin quasi a ingoiarlo tutto intero, giù fino a sentire i coglioni. Nel frattempo inghiottivo tutti i residui dell’inculata con una buona dose di saliva, tentando di trattenere il respiro quanto più potevo… tutto sommato mi piaceva quello che stavo facendo, ne ero orgogliosa e anche il Professore sembrava gradire, a giudicare dai mormorii di approvazione… “.
“Mmhhh… non smettere di raccontare, Tammy… ora girati… sollevati e siediti sulla mia faccia, voglio inghiottire tutta la sborra che hai infilata dietro… “, mormorò Justine, ormai sovraeccitata dalla vicenda erotica dell’amica e dal desiderio di sperimentare le stesse sensazioni. Tammy fece quanto gli era stato detto e si accovacciò sulla faccia dell’amichetta. In quella posizione poteva agevolmente sollevare la gonna di Justine alla vita e, piegandosi in avanti, dare un’occhiata da vicino alla figa che aveva tanto desiderato guardare e toccare, fin dal momento del loro primo incontro. Poteva vedere i peli del pube di Justine attraverso il sottile tessuto delle mutandine, ormai rese quasi trasparenti dal generoso flusso di liquido vaginale fuoriuscito dalla fessura. Justine alternava le dita alla lingua nella vagina di Tammy, leccandosi spesso le labbra e succhiando via il miele prodotto dalla saporita vulva della ragazzina.
“Sembra che ti sia piaciuto un sacco palparmi il culo e ascoltare le mie porcherie, vero Jue? “, disse Tammy, non senza malizia. “Non ti immagini neppure quanto sono infoiata, Tammy! “, rispose Justine, staccandosi per un attimo dalle terga di Tammy e ributtandosi di nuovo a leccare e baciargli il pube.
“Mhhh… si Jue, continua così, ti prego… è meraviglioso… “, mugolò Tammy, prima di riprendere a raccontare: “Ce l’aveva durissimo, ma al tempo stesso la pelle era morbida, le vene spuntavano in rilievo, gonfie di sangue, la cappella era liscia, di un color rosso porpora brillante… io leccavo e succhiavo con molto piacere, umettando di saliva il suo cazzo per l’intera lunghezza, era più facile prenderlo fino in gola, tenerlo lì… poi tirarlo fuori tutto lasciando colare la bava dalla bocca… gli succhiavo i coglioni che spuntavano gonfi e belli sodi dai pantaloni, poi riprendevo il cazzo tra le labbra per rificcamelo in bocca tutto intero… un pompino da manuale, insomma… ero talmente arrapata da quella situazione che non potevo evitare che una mano mi scivolasse sui capezzoli turgidi, durissimi, e più giù, tra le gambe… e due dita si insinuassero nella mia fighetta ormai fradicia… mentre con la punta del pollice mi strofinavo il clitoride congestionato… “.
“Lo sapevo che ti piaceva tutta quella faccenda, ti piaceva da morire! Sei proprio una porcona Tammy… ora fai uno sforzo e cerca di far uscire altra sborra dal culo, ce ne dev’essere ancora dentro… “. Come sempre, Tammy fece ciò che gli era stato detto, sforzando i muscoli per espellere altro liquido. Justine osservava il suo buco del culo dilatarsi, premere verso l’esterno e aprirsi come un fiore carnivoro… e fu ricompensata da una certa quantità di sperma biancastro e denso, che inghiottì istantaneamente. “Così, piccola, ancora… dammene di più! E non smettere di parlare, continua, dai… “. Succhiò avidamente finché lo sperma si esaurì. A quel punto si sistemò sopra Tammy a quattro zampe, con la vulva dell’amica davanti alla faccia e cominciò a lavorarla, tenendola aperta con una mano mentre due dita dell’altra mano la penetravano a fondo e la lingua si scatenava sul clitoride, per la gioia di Tammy che si sentiva quasi venir meno per il godimento. … (segue)

Commenti disabilitati



Pag 1 di 2812345...ultima »

Altre cose da provare

Padrona dominante
Padrona Dominante è un sito dove troverai le torture più perverse a cazzi,palle,culi,cappezzoli e oltre ancora.Le donne più crudeli danno ai loro schiavi delle punizioni perverse,bizzarre e umilianti,mentre loro urlano di dolore e piacere.Le schiave più fragili sono sottomesse a succhiare cazzi di gomma enormi e a sua volta sono torturate per essere così tanto puttane.Potrai scoprire in migliaia di video in qualità DVD e altrettanti in foto ad alta risoluzione i secreti più scuri nelle celle di torture.Lì gli schiavi aspettano immobilizzati in apparecchi perversi, la loro punizione.Potrai anche vedere come questi uomini e donne sono umiliati e nonostante ciò ne vogliono ancora.Sono viziosi e non riescono a smettere di essere castigati dai padroni più crudeli del porno.

Clicca qui per entrare nel sito


Tutto web cams
Puttane on line dal vivo per farti interagire con loro e sborrare in continuazione. C'è sempre qualcuno che ti farà venire con un orgasmo spaventoso!

Clicca qui per entrare nel sito